Domanda:
Vi chiedo un piccolo aiuto per l'orale di Italiano?
Matteo
2008-06-26 09:01:54 UTC
All'orale partiro con Luigi Pirandello:l'ho già studiato molto bene e non dovrei avere problemi:ho solo un problema:non volevo iniziare banalmente descrivendo subito la vita,e come essa ha influito sulla sua poetica e il suo pensiero...bensi' volevo iniziare descrivendo bene il contesto storico che ha vissuto Pirandello (Decadendismo) Insomma,fare una breve ma esauriente introduzione al Pirandello tramite una piccola descrizione del contesto storico.Come impostereste questo inizio d'orale?Grazie x le risp.
Tre risposte:
anonymous
2008-06-26 09:21:44 UTC
ciao spero vada bene in bocca a lupo!!!!!!!!!!!!!!!





La crisi dell'uomo contemporaneo trova nell'arte di Luigi Pirandello un testimone e un'interprete d'eccezione. Con la sua intensa e spregiudicata attività letteraria, rappresentata soprattutto dalla sua opera di narratore e di drammaturgo, Pirandello compì una spietata esplorazione della condizione dell'uomo del suo tempo, del suo smarrimento, della sua dissipazione morale, della sua disperata solitudine.

L'attività più intensa del Pirandello si svolse in un momento particolarmente tormentato della nostra storia e cioè nel trentennio che va dal 1900 al 1930. Sono gli anni in cui si prepara la prima guerra mondiale: un periodo confuso non soltanto sotto l'aspetto politico e sociale, ma anche in quello letterario. Già negli ultimi decenni dell'Ottocento ,nella letteratura e particolarmente nel teatro , si cominciò ad avvertire un senso di stanchezza e di amara delusione, che rispecchiava la situazione psicologica in cui si trovava la società borghese post-risorgimentale.Al Positivismo,che aveva esaltato l'intelletto umano come capace di costruire un nuovo mondo di felicità sociale e di grande progresso, subentra il Decadentismo con la sua ansia metafisica, col gusto dell'ignoto e dell'inconscio, con le sue incertezze e le sue contraddizioni.

Pirandello può considerarsi, insieme al Pascoli e al D'Annunzio, il maggiore interprete della sensibilità espressa dal Decadentismo in Italia,proteso com'è ad analizzare i sintomi della inquietudine che travaglia l'anima moderna,smarrita nel mistero che ci avvolge, incerta del suo divenire, presa nella morsa di leggi inesorabili regolate da una natura per lei incomprensibile.Il Decadentismo nella sua essenza più profonda era stato volto alla esplorazione ed alla rivalutazione del subcosciente considerato come la più vera e più gelosa realtà dell'individuo contro la realtà fisica mutevole ed ingannatrice: la concezione della vita in Pirandello é tutta impostata su questa intuizione decadentistica della condizione dell'uomo, da cui nasce il suo atteggiamento umoristico verso gli uomini , che non sanno comprendere questa realtà tutta nostra, una realtà che non ammette violenze dall'esterno e che invece é continuamente "offesa" dagli altri che la giudicano "ognuno a suo modo".



In un mondo dove tutto è messo in discussione l'uomo si ritrova solo e deluso, senza fede e senza fiducia. Lo sbandamento delle coscienze si ripercuote anche nella letteratura. In questo clima spirituale nasce e si sviluppa l'opera di Pirandello, uno degli interpreti più espressivi dello squilibrio dello spirito contemporaneo e il maggior drammaturgo del nostro tempo. Evidenti, anche se esteriori soltanto, sono i legami dell'opera pirandelliana con l'esperienza verista. Nella prima produzione, e particolarmente nelle novelle, ritroviamo lo stesso ambiente piccolo-borghese, che richiama situazioni e modi del Verga, con una rappresentazione apparentemente impersonale di costumi e di personaggi, che vanno dai salfatari ai pescatori, dai contadini ai piccoli proprietari. Anche i personaggi di Pirandello sono dei poveri derelitti, dei "vinti" ,ma, a differenza di quelli verghiani, non sono dei rassegnati al loro destino, ma anime inquiete, tormentate, pronte alla ribellione, ossessionate dal desiderio di evadere non appena si accorgono di vivere una vita che non è la loro, perché essi sentono " la pena del vivere così ".Il dato realistico rimane indubbiamente il punto di partenza, il primo momento in cui l'autore prende contatto con la realtà umana, osservata come essa è; dice infatti Pirandello : "scrivere per fare della letteratura, per gioco dello spirito, mi par cosa stranamente vana. Le parole non mi interessano, bensì le cose ".E' proprio dalla osservazione delle " cose " egli sviluppa una più attenta meditazione, che tende ad andare oltre le apparenze, per penetrare nella condizione intima della vita di tanti individui e cogliere i contrasti tra l'essere e il parere. Per questo il Pirandello sposta la sua attenzione e il suo studio dall'ambiente all'individuo, allontanandosi sempre più dal naturalismo e dal verismo, per accogliere le istanze e le inquietudini proprie del decadentismo. La realtà gli appare come qualcosa di mutevole, di vario; nulla è certo, tutto è illusione, diversa da momento a momento e da individuo a individuo. L'uomo crede di essere uno, ma in realtà non è nessuno; per chi lo osserva è centomila, in quanto assume personalità diverse secondo il concetto degli altri. La nostra vera personalità, il nostro" volto "rimangono soffocati sul nascere da una maschera che gli altri ci impongono dall'esterno e in base alla quale noi viviamo; la società ci coarta con i suoi pregiudizi e le sue consuetudini, che finiscono per inaridire lo slancio vitale o per fare di noi personalità schematizzate ,senza volto. Così conformato l'uomo non ha neppure la possibilità di conoscere se stesso :spesso infatti si sente mosso nell'agire da forze misteriose, incontrollate, che provengono dal suo subcosciente: è la vita che pulsa e ribolle sotto la maschera nel tentativo di erompere." Ciò che conosciamo di noi stessi - scrive Pirandello - non è che una parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che sono veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente". E' a questo punto che nasce il dramma dell'individuo, nel momento cioè in cui egli si rende conto di vivere una vita che non è la sua e passa dal semplice "vivere" al "vedersi vivere". Una vita simile è "una molto triste buffonata; perché abbiamo in noi ,senza sapere né conoscere né perché né da chi, la necessità di ingannare di continuo noi stessi, con la spontanea creazione di una realtà la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria. Chi ha capito il gioco non riesce più ad ingannarsi; ma chi non riesce più ad ingannarsi ,non può più prendere né gusto né piacere alla vita". Da questa situazione tragica e dolorosa dell'individuo che inutilmente tenta di infrangere la "maschera" per scoprire il "volto" nascono le situazioni strane, assurde paradossali che si incontrano nell'opera del Pirandello e in particolare nel teatro. La impossibilità dunque dell'individuo e della società di fissare una verità assoluta, conduce l'uomo ad annaspare nel buio del mistero che l'avvolge, senza possibilità di raggiungere alcuna certezza. In Pirandello è sempre viva l'amarezza di dover constatare l'incomunicabilità degli uomini fra di loro, questo dover vivere così, estranei e sconosciuti l'uno all'altro, soli nel mondo, in un continuo, inappagato ed irrealizzabile desiderio di approdo alla vita altrui, di attacco con gli altri, di comprensione ripudiata. Nasce così l'incomprensione tra noi e coloro che ci stanno attorno, poiché ognuno parla un linguaggio diverso da quello degli altri, per cui è impossibile stabilire un colloquio. Incomunicabilità, solitudine, incomprensione, aridità sono i caratteri comuni a quasi tutti i personaggi dei drammi pirandelliani. Questa posizione di disgusto e di disprezzo del mondo e della vita umana porterebbe irrimediabilmente alla follia e al suicidio, se l'uomo non tentasse in qualche modo di reagire, di trovare una soluzione agli inquietanti interrogativi che la vita gli pone. Oltre alle correnti-madri (Decadentismo e Verismo) nell'opera pirandelliana confluiscono le esperienze più discusse di allora: la freudiana, la esistenzialistica, quella del teatro del grottesco. L'insegnamento di Freud, fondatore della psicoanalisi, si veniva svolgendo proprio negli anni in cui si maturava la formazione culturale di Pirandello e successivamente veniva affermandosi la sua arte. Secondo Freud i casi umani sono regolati da una logica sicura e matematica, ma in essi c'è sempre qualcosa che sfugge al dominio della volontà dell'uomo, ed è ciò che finisce quasi sempre col determinare gli avvenimenti. Tuttavia mentre l'uomo freudiano soggiace agli istinti incontrollati, quello pirandelliano si ribella e lotta con tutte le sue forze contro di essi, anche se per un destino avverso è costretto a soggiacervi. Il fatto è che l'opera pirandelliana si incontra con le teorie freudiane per il senso di indagine inquietante dei moti interiori e per l'acuto desiderio di spiegarseli, senza che Pirandello si fosse proprio dedicato ad uno studio sistematico ed approfondito dei problemi psicologici determinati da Freud: lo studioso viennese e il commediografo italiano operavano sullo stesso terreno, il primo da scienziato, il secondo da artista. Una filosofia alla quale si ispirava e si ispira ancora molta della cultura contemporanea, è quella del danese Kierkegaard detta dell'esistenzialismo, che si fonda sull'esperienza, la quale ci pone di fronte alla ineluttabilità del vivere , all'angoscia dell'esistenza, alla fatalità di una legge della storia e della natura che è sempre uguale per le generazioni degli uomini. Non possiamo affermare in maniera categorica che Pirandello sia un'esistenzialista, nel senso che egli abbia aderito con tutta consapevolezza all'insegnamento del filosofo danese, ma è fuori dubbio che tanti elementi della sensibilità esistenzialistica abbiano coinciso con quell'amaro e nello stesso tempo segretamente speranzoso dialettizzare dello scrittore agrigentino. Ad influenzare l'opera pirandelliana contribuì, infine, la diffusione del teatro del grottesco,che assunse a materia delle sue miglio
anonymous
2008-06-26 09:28:54 UTC
Guarda ti posso dire di NON pensare ad una introduzione..pensa al succo!! comunque dì per esempio puoi dire: "Io ho portato Pirandello....La poesia di Pirandello è influenzata dal suo periodo storico che è caratterizzato da..." e poi dici quello che devi dire...poi dici "vorrei continuare con il parlare di pirandello dopo questa breve introduzione.." e cominci a parlare...Comunque non importa come introduci..basta che usi dei bei vocaboli,che tu sappia cosa stai dicendo e che tu sappia le cosa..Buona fortuna e 10 pt pleasee!!
ஐяєиєѕмєє ¢υℓℓєи ●1ѕт тωιи●
2008-06-26 09:27:40 UTC
Lo scrittore siciliano Piradello con il suo "Teatro delle Maschere" e con le sue Novelle e romanzi non si limitò a far conoscere la sua isola ma dette vita ad un'indagine psicologica - seppur fatta da elementi intellettualistici che spesso tolgono ritmo alla narrazione - che aveva molti caratteri di novità.

Chi siamo noi? Quelli che crediamo di essere o quelli che gli altri vedono in noi? Siamo una maschera cangiante di caratteri di caratteri e di aspetti in cui la nostra stessa personalità rischia di perdersi, o siamo invece ciò che l'opinione comune definisce una persona comune? Ciò che è specialmente interessante nell'opera di Pirandello, è quella sua problematica non mai risolta e lasciata al lettore o allo spettatore: chi è il folle - seppur ve n'è uno - in "Cosi è se vi pare" Qual è la verità nella dolente storia di "Vestire ignudi"? é la vita stessa che è problematica e, in quanto tale, fonte perenne di solitudine nel polverizzarsi dei rapporti sociali: una solitudine che, come è stato bene detto, costituisce la più grave ed importante malattia del nostro secolo.



L'ho preso da un libro di letteratura... spero di esserti stata d'aiuto... mi daresti 10 punti? ciao e buona fortuna


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